Dott. Massimo Giuliani

Psicologo e Psicoterapeuta Diagnostica Neuropsicologica e Riabilitazione Cognitiva



Malattia depressiva e disturbi della memoria e dell’attenzione

Malattia depressiva e disturbi della memoria e dell’attenzione

La depressione è una condizione psicopatologica ad andamento cronico caratterizzata da ricorrente malessere psicologico ma anche da una compromissione delle funzionalità cognitive che limitano l’individuo a confronto col mondo, nelle più semplici e automatiche attività quotidiane. Il quadro clinico più evidente della depressione è quello caratterizzato dalla tristezza, dal pianto ricorrente, dalla mancanza di iniativa (apatia) e dalla sostanziale incapazità di vedere nel futuro uno spazio utile ove collocare la propria crescita personale. Tuttavia molti studi indicano che la compromissione nel depresso delle abilità cognitive costituiscono il principale fattore di disagio e uno ostacolo importante al successo delle terapie antidepressive e al recupero funzionale globale in seguito ad un episodio depressivo. Molti pazienti dopo la terapia tendono a riferire un significativo miglioramento dei sintomi affettivi ma continuano a lamentare sintomi residui a carico della memoria, dell’attenzione e delle funzioni esecutive. I sintomi cognitivi sembrano inoltre emergere e persistere con più frequenza tanto più il quadro depressivo persiste prima della terapia e tanto più l’individuo ha un’età avanzata. A questo proposito è importante sottolineare quanto l’esordio di un quadro depressivo severo nell’adulto ultracinquantenne possa, al tempo stesso essere espressione di sofferenze neurovascolari e di fattori neurodegenerativi a carico del cervello che si riverberano pesantemente sulle qualità delle sue risposte emozionali.

Questo ci fa capire come depressione e salute cerebrale siano tra loro interconnessi. Per questa ragione il paziente depresso deve poter sempre contare su una attenta valutazione delle sue capacità cognitive soprattutto allo scopo di meglio comprendere il suo livello di aderenza alla psicoterapia cognitivo-comportamentale e usufruire di ulteriori dati per la valutazione prognostica. Inoltre anche modificazioni improvvise dell’umore in una persona non devono far sottovalutare la coesitenza di sofferenze neurocerebrali da porre sotto attenta valutazione specialistica (cardiologica, radiologica, neurologica).