Dott. Massimo Giuliani

Psicologo e Psicoterapeuta Diagnostica Neuropsicologica e Riabilitazione Cognitiva



Camminare molto quotidianamente fa bene al cervello che invecchia.

Camminare molto quotidianamente fa bene al cervello che invecchia.

Che l’attività fisica moderata e continuativa conservasse più a lungo le capacità cognitive del cervello dell’anziano era noto da tempo. Le evidenze si basavano soprattutto su osservazioni e studi basati sul controllo nel tempo di anziani che mostravano come coloro che avevano competenze motorie più conservate o che praticavano sport leggeri o il ballo più a lungo avevano anche prestazioni migliori negli anni ai test neuropsicologici e mostravano un incidenza minore di demenza rispetto a quelli sedentari o con patologie motorie che limitavano la deambulazione. Oggi uno studio danese appena pubblicato su una importante rivista scientifica, come Jama Neurology, ha cercato di quantificare il volume di questa attività fisica protettiva per il cervello determinando quale sia il numero di passi giornaliero da compiere per diminuire il rischio di demenza. Seguendo oltre 78.000 individui alle soglie dei sessant’anni muniti di un orologio contapassi per circa 7 anni, gli autori hanno stabilito che fare circa 10.000 passi al giorno (circa 6-7 kilometri), risulta abbattere il rischio di demenza futura del 50%, ma che anche solo fare 3.800 passi (circa 2 kilometri e mezzo) lo abbatteva del 25%. Lo studio conferma l’indispensabile ruolo dell’attività fisica continuativa per ostacolare il decadimento cognitivo a cui il cervello, anche nelle persone sane, è sottoposto dall’età, e come sia utile avviarla fin dai sessant’anni di età. Inoltre lo studio ribadisce la necessità di promuovere il cammino quotidiano soprattutto in quegli anziani non del tutto in salute e in terapia farmacologica per le comuni patologie croniche, come diabete e ipertensione.