29 Mag L’attacco di panico
L’attacco di panico è una sindrome, cioè un insieme di sintomi, che può manifestarsi più spesso nel contesto di un qualsiasi Disturbo d’Ansia ma può anche presentarsi in individui con Disturbi dell’Umore, sotto l’effetto di Sostanze o con condizioni mediche più generali come malattie cardiache, respiratorie, vestibolari o gastrointestinali. L’attacco è caratterizzato da un intenso e preciso periodo di paura che giunge al suo picco nel giro di 10 minuti e si esprime con sintomi somatici e cognitivi. La caratteristica del disturbo è che questo si sviluppa improvvisamente e in assenza di un pericolo specifico. La reazione di chi subisce un attacco di panico è solitamente riassunta nella paura di essere in procinto di morire, di perdere il controllo, di avere un infarto o un ictus. Il tutto caratterizzato dalla voglia di fuggire dal luogo dove si sta manifestando l’attacco. Quelli descritti di seguito sono i tredici sintomi caratteristici dell’attacco di panico e la presenza contemporanea di almeno quattro di loro ci indica che stiamo avendo un attacco di panico vero e proprio.
1) palpitazioni e tachicardia; 2) sudorazione; 3) tremori fini o a grandi scosse; 4) dispnea o sensazione di soffocamento; 5) sensazione di asfissia; 6) dolore o fastidio al petto; 7) nausa e disturbi addominali 8) sensazioni di sbandamento, istabilità, testa leggera o di svenimento; 9) derealizzazione (senzazione di irrelatà) o depersonalizzazione (sentirsi distaccati da se stessi); 10) paura di perdere il controllo o di impazzire; 11) paura di morire; 12) parestesie (sensazioni di torpore o formicolio); 13) brividi o vampate di calore.
E’ sempre necessario con l’aiuto dello specialista considerare il contesto entro il quale l’attacco di panico si manifesta, perchè questo può aiutarci a capire verso quale nucleo disfunzionale indirizzare il percorso psicoterapeutico. Un attacco può presentarsi in una stessa situazione scatenante (es. prima di parlare in pubblico) ma originare da Disturbi d’Ansia tra loro molto diversi (vedi approfondimento). Un’altra attenzione che bisogna osservare in chi ha un attacco di panico è quella di non trascurare la sua tendenza a ripresentarsi perché le recidive tendono a cronicizzare il disturbo e a creare un apprendimento cognitivo disfunzionale degli eventi che tenderanno a sostenerlo nel tempo.