21 Giu L’ansia e i disturbi associati
L’ansia è una emozione primaria e fa parte del patrimonio delle sensazioni “normali” dell’uomo. Affonda le sue radici nello sviluppo filogenetico dell’uomo a cui è stata utile per centinaia di migliaia di anni per muoversi in un ambiente naturale dove anticipare i pericoli era fondamentale per sopravvivere e riprodursi. Da questo capiamo subito come l’ansia sia evocata da alcune strutture normali del nostro cervello e sia necessariamente legata alla nostra capacità di produrre “pensieri e idee”. Livelli moderati di ansia ci sono utili per migliorare le nostre prestazioni e anche livelli elevati di ansia, in alcune situazioni, possono essere considerabili come normali quando coerenti allo scopo. Tuttavia, quando tendiamo a sperimentare costantemente elevati livelli d’ansia, soprattutto quando questo accade indipendentemente dalle necessità che l’ambiente può richiederci, è probabile che stiamo soffrendo di un disturbo d’ansia. Tuttavia i disturbi d’ansia non consistono soltanto in uno stato di ansia eccessivo. Quando accuso un disturbo d’ansia non mi lamento di essere semplicemente troppo ansioso o ansiosa, ma sento di essere oppresso da paure specifiche e ricorrenti che riconosco come irrazionali e in una certa misura intrusive.
Alla base di un disturbo d’ansia c’è sempre un forte senso di paura e di minaccia imminente che la persona ritiene di non poter controllare e che a seconda delle sue caratteristiche fa prendere al disturbo denominazioni diverse; così i soggetti con disturbo d’ansia hanno paura di avere un infarto o un ictus nel disturbo di panico e nell’agorafobia; di ricevere un giudizio negativo nella fobia sociale; che accada qualcosa di grave a sé e ai suoi cari nel disturbo d’ansia generalizzato; di arrecare danno agli altri nel disturbo ossessivo-compulsivo; di essere esposti ad un danno il più diverso, nella fobia specifica; oppure temono il ricordo drammatico e intrusivo di passate situazioni di pericolo nel disturbo post-traumatico da stress. In tutti questi casi sono i sintomi specifici e la paura ad essi associata a creare disabilità non tanto l’ansia che ne deriva. Per questo i soli farmaci ansiolitici non sono risultati il trattamento ideale, perché sebbene riducano l’ansia e in parte migliorino la padronanza di sé, sono poco efficaci nel ridurre la paura di fondo e il senso di grave minaccia che sono specifiche di ciascun disturbo.
Come per altri disturbi emozionali, anche per i disturbi d’ansia una diagnosi precoce e l’avvio di un trattamento specialistico sono fondamentali per contrastare il nostro malessere e non consentire al disturbo di cristallizzare e di influire sempre di più sulla nostra vita, impoverendone la complessità e rendendola progressivamente minacciosa, invalidante e sempre più improduttiva.