21 Giu La psicoterapia a distanza
Nell’ultimo decennio nella comunità scientifica degli Psicologi si è discusso molto sull’effettiva efficacia di una consulenza on-line o addirittura di una relazione terapeutica a distanza, da condurre con quegli strumenti multimediali che sono entrati ormai a far parte del nostro quotidiano comunicativo e relazionale; il PC, il tablet e lo smartphone. Inizialmente le resistenze erano numerose e supportate dalla classica, iperdescritta convinzione che la psicoterapia non potesse fare a meno di un setting naturale, fisicamente delimitato, predisposto secondo un metodo di riferimento rigoroso e concepito come uno spazio immersivo che il paziente e il clinico dovevano necessariamente condividere. Tuttavia, negli ultimi anni questa posizione si è andata ridimensionando lasciando il passo a più attente considerazioni e aprendosi a nuove possibilità metodologiche e a quel mondo sempre più vasto, globalizzato e basato su miliardi di contatti sociali ed emozionali a distanza.
La mia esperienza di psicoterapeuta che ormai da qualche anno fa uso della terapia a distanza e della terapia in presenza, mi fa ritenere che non esistano reali differenze in termini di efficacia nelle due forme di intervento e che anzi, la terapia a distanza può consentire in alcuni casi il raggiungimento di obiettivi che la sola terapia in presenza potrebbe non garantire. Questo è confermato anche da una recente analisi della letteratura che ha mostrato come la psicoterapia condotta a distanza è efficace, riduce i costi di cura e al tempo stesso ne migliora l’accesso (1). Inoltre, anche se ritengo che nelle psicoterapie nate a distanza, l’incontro in presenza tra paziente e terapeuta rappresenti in un certo punto del percorso sempre un’utile esperienza, laddove questo non sia possibile non è un ostacolo alla riuscita e la validità della terapia. Io da qualche tempo ho posto la consulenza e l’intervento on-line tra le modalità di trattamento presenti nel Contratto alla Psicoterapia che utilizzo con tutti i miei pazienti e dove i loro indirizzi Skype® compaiono accanto ai loro recapiti telefonici.
Credo utile tuttavia soffermarsi su alcune necessarie precisazioni di metodo che devono regolare l’intervento on-line. Prima di tutto, l’intervento a distanza è percorribile solo quando le indicazioni al trattamento psicoterapeutico escludano imminenti rischi legati all’incolumità del paziente (rischio suicidario) o di sua aggressione verso altri (2). Inoltre, è da privilegiare laddove l’intervento in presenza non si renda più possibile, rischi un’interruzione più lunga di quella accettabile in base alle condizioni del paziente o venga richiesto da un paziente non residente o con difficoltà a raggiungere con la regolarità richiesta, lo studio dello specialista. Questo significa che l’intervento on-line può rivelarsi utilissimo come unica strada per proseguire un intervento già avviato in presenza, ma può rivelarsi anche utile per interventi che nascano fin dall’inizio a distanza. Non ultimo, l’intervento on-line deve essere condotto da uno specialista con un certo rapporto di familiarità con il medium tecnologico tale da saper percepire le sfumature e le peculiarità di una relazione “mediata dalla macchina” per dare quel valore o quella profondità alla relazione “quasi fosse” in presenza.
Riferimenti di letteratura scientifica
- Shore JH. Telepsychiatry: videoconferencing in the delivery of psychiatric care. Am J Psychiatry. 2013 Mar;170(3):256–62.
- American Psychiatric Association and American Telemedicine Association: Best Practices in Videoconferencing-Based Telemental Health, April 2018. Available from: https:// www.psychiatry.org/File%20Library/Psychiatrists/Practice/Telepsychiatry/APA-ATABest-Practices-in-Videoconferencing-BasedTelemental-Health.pdf