Dott. Massimo Giuliani

Psicologo e Psicoterapeuta Diagnostica Neuropsicologica e Riabilitazione Cognitiva



Il declino cognitivo lieve o MCI

Il declino cognitivo lieve o MCI

Il declino cognitivo lieve, in inglese mild cognitive impairment o MCI, consiste in una riduzione di efficienza mentale più grave del declino fisiologico dovuto dall’età cronologica, ma non così grave come quello che si osserva nelle demenze.Il rilievo di un declino cognitivo lieve è un momento importante che non deve essere sottovalutato perché oggi siamo in grado di correggere quei fattori che possono indurlo o peggiorarlo come; le sofferenze vascolari del cervello dovute a fattori modificabili di rischio (ipertensione e insufficienza cardiaca), o a malattie metaboliche, endocrine o carenziali (diabete, ipercolesterolemia, ipotiroidismo, carenza vitaminica e anemia), effetti collaterali di trattamenti farmacologici (chemioterapia) e i disturbi dell’umore (per esempio depressione). Inoltre oggi è possibile intervenire nel correggere le difficoltà associate al declino cognitivo lieve come i disturbi della memoria, quelli di orientamento o di attenzione, utilizzando tecniche di riabilitazione cognitiva mirata.

Non sempre è la persona a lamentarsi di un calo imprevisto dell’efficienza mentale. Spesso il declino cognitivo lieve è avvertito prima dai familiari o dalle persone che vivono a stretto contatto col paziente. Questo perché tutti noi tendiamo a sottovalutare la percezione di un calo della nostra efficienza mentale. Pensiamo che sia un fatto passeggero e contingente, pensiamo che sia il frutto della nostra solita distrazione oppure lo attribuiamo all’attuale periodo di stress!

Tutte queste spiegazioni possono essere verosimili, come lo sono state spesso nel passato. Ma purtroppo tendiamo a utilizzarle anche quando alcuni strani episodi si ripetono e soprattutto quando sono anche gli altri a farceli notare.

In questi casi è utile prendere il coraggio a due mani e ritenere che possiamo essere di fronte ad un nostro problema di salute. A quel punto dobbiamo sottoporre le nostre competenze cognitive ad una valutazione specialistica, per verificare se le nostre prestazioni cerebrali, che riguardano soprattutto memoria, attenzione, concentrazione e capacità di svolgere semplici compiti, rientrano ancora in quella che è la norma, in ragione della nostra età e del nostro livello di scolarizzazione. Questa risposta ce la può dare un esame chiamato Esame Neuropsicologico che consiste in un insieme di prove ed esercizi che più spesso un neuropsicologo o un neurologo utilizza per saggiare il funzionamento di distinte aree cerebrali e la loro attività congiunta.

Uno studio condotto in Italia per rilevare la diffusione del declino cognitivo lieve nella popolazione oltre i 60 anni di età ha mostrato che il 2,4% delle persone tra i 60 e i 65 anni ne soffre e che questa proporzione sale progressivamente al 4,8% e all’8,4% fra i 65 e i 69 anni e tra 70 e i 76 anni, rispettivamente. E’ importante sottolineare che circa il 10% dei casi di MCI progredisce verso la demenza ma anche può regredire spontaneamente nella stessa proporzione.

Alla luce di quanto ricordato si può parlare di declino cognitivo lieve quando:

  • ci sono evidenze di deterioramento cognitivo con un declino misurato oggettivamente mediante esame neuropsicologico;
  • esistono testimonianze di familiari o della stessa persona relative a frequenti dimenticanze, disorientamento, difficoltà di concentrazione o altre difficoltà cognitive;
  • le capacità nelle attività della vita quotidiana sono preservate;
  • le abilità nell’utilizzo di strumenti sono preservate o solo lievemente alterate.