04 Ago Camminare svelti e spesso protegge il cervello dal decadimento cognitivo
La camminata a passo svelto è un indicatore fedele del benessere della psiche ma nelle età avanzate lo è anche della propensione a prevenire il decadimento cognitivo e la demenza. Oggi molti studi confermano il ruolo della mobilità dell’anziano come uno dei principali obiettivi della prevenzione della salute del cervello. Questi studi hanno confermato come gli anziani che riescono a camminare almeno qualche migliaio di passi al giorno abbiano migliori capacità di memoria, attenzione, linguaggio e di svolgimento di compiti quotidiani rispetto ad anziani meno mobili o sedentari. Recentemente uno studio statunitense condotto su circa 4000 individui ha mostrato come non solo sia importante il numero di passi giornalieri a fare la differenza sulla salute del cervello ma anche la velocità con cui l’anziano fa il passo. Lo studio ha mostrato come i soggetti più rapidi, hanno un rischio dimezzato di sviluppare un declino cognitivo nel corso degli anni. Le camminate a passo svelto stimolano la sintesi e il rilascio di fattori neurotrofici, tra cui il BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor) e l’osteocalcina, molecole chiave che supportano processi neuroprotettivi migliorando la plasticità delle sinapsi e la sopravvivenza dei neuroni. Tuttavia il camminare a ritmo sostenuto in età avanzata richiede l’integrazione simultanea di funzioni motorie, coordinazione, equilibrio stabile e forza muscolare, processi che dipendono direttamente dall’integrità del sistema nervoso centrale che si è riusciti a mantenere fino ad una certa età. Questo significa che la velocità del passo ad una certa età è anche il frutto di un buon livello di salute generale che abbiamo saputo mantenere lungo gli anni di vita. Tuttavia, anche l’esercizio fisico può aiutarci a migliorare la nostra camminata, che spesso diventa solo un’abitudine che subiamo senza accorgercene e come altri movimenti quotidiani. Anche la nostra camminata può essere allenata e migliorata a qualsiasi età (vedi esercizi nella sezione Strumenti). Tuttavia quando osserviamo un’insolita ridotta velocità di marcia l’approccio non deve consistere nello sforzarsi meccanicamente di camminare più in fretta col rischio di inciampare ma è opportuno piuttosto avvertire il medico di famiglia, che sarà in grado di valutare se esistono patologie latenti da indagare ed effettuare viste specialistiche.