10 Ott 10 ottobre. Giornata Mondiale della Salute Mentale 2021
Quest’anno la Giornata Mondiale della Salute Mentale ha un sapore diverso dagli altri anni. Nell’ultimo anno la pandemia da COVID-19 ha avuto un forte impatto sulla salute mentale delle persone, delle donne, dei più giovani, di quanti si sono trovati in condizioni di svantaggio socio-economico o che si sono trovati coinvolti in prima linea nell’assistenza dei pazienti colpiti dalla malattia, come gli operatori sanitari e i familiari dei pazienti. Inoltre, come risulta da un’indagine dell’OMS condotta a metà del 2020, le misure restrittive emanate per contenere l’epidemia hanno limitato drasticamente e in alcuni casi interrotto, le prestazioni dei servizi di salute mentale praticamente in tutti i Paesi del mondo. Tutto questo ha ridotto il livello medio di salute mentale dei popoli e contribuito a limitare l’assistenza in un settore della salute umana fortemente penalizzato in molti Paesi del sud del mondo ma con criticità importanti anche nei paesi occidentali. Quest’anno l’OMS ha lanciato la campagna “Salute mentale per tutti: facciamola diventare una realtà”, dedicata in particolare ai temi della depressione e del suicidio. La depressione è un disturbo che colpisce a tutte le età e in ogni parte del mondo. Più episodi di depressione si sono avuti, più è facile averne di nuovi. Circa il 50% delle persone, dopo avere avuto un primo episodio di depressione ne ha un secondo; dopo tre episodi, la probabilità di averne un quarto è del 90%. Nelle sue manifestazioni estreme la depressione può portare al suicidio. Vi è una forte associazione tra depressione e svantaggio sociale (disoccupazione, mancanza d’istruzione, povertà). Ad esempio, nel nostro Paese, la depressione è due volte più frequente nei disoccupati. Le persone che soffrono di depressione è più probabile che abbiano anche malattie fisiche, e viceversa. Per esempio chi è malato di cancro ha fino al 30% di aumento del rischio di depressione. Ecco perché la Giornata Mondiale della Salute Mentale è un’occasione importante per tornare a parlare della necessità di migliorare il benessere psicologico dei popoli con i Governi, le Istituzioni sanitarie, gli scienziati, i ricercatori, i clinici, le famiglie dei pazienti e la gente comune. È una occasione unica di sensibilizzazione e riflessione che non dobbiamo perdere.